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"..."Il vento dei pensieri" e "Il canto della fenice",le tracce più affascinanti,evocative e meglio riuscite...

Il progetto Sintonia Distorta insomma,poggia su basi solide ed importanti:perizia strumentale,personalità,esperienza ed estro artistico..."

 

 Attivi sin dal lontano 1995, anno di prima fondazione, i lodigiani Sintonia Distorta sono uno dei classici prodotti di discreto valore orbitanti nell'attivo e multiforme underground musicale italiano.

Protagonisti nell'arco della carriera di una cospicua serie di release autoprodotte,

i cinque musicisti nostrani hanno di volta in volta abbracciato sfumature differenti, partendo dal primigenio hard n'heavy degli esordi, per modificare con il trascorrere del tempo il proprio approccio, ora decisamente più affine ai territori di chiara e palese derivazione prog-rock dalle evidenti e conclamate connotazioni settantiane, cui addizionare leggerissimi ed impercettibili sentori di Maideniana memoria (prima maniera, s'intenda).

Infussi derivanti dal progressive italiano anni '70, miscelati a tratti di classicità heavy-power e ad un persistente alone di notturna malinconia, tratteggiano un pratico riassunto delle sfumature ascrivibili alla proposta del quintetto, impegnato nella costruzione di una serie di brani caratterizzati da una buona complessità compositiva, all'interno della quale riconoscere qualità strumentali di caratura assolutamente dignitosa.

La ricerca dell'amalgama tra strutture musicali non propriamente immediate ed il cantato in rigorosa lingua madre, contribuisce a donare ai pezzi della band tricolore un'indubitabile aura "elitaria", tuttavia resa meno efficace dalla trascuratezza nell'impostazione di una serie di particolari che in tal modo non collaborano come potrebbero al buon esito della nuova uscita targata 2012.

Produzione amatoriale, in più punti molto deficitaria ed approssimativa (tale da rendere spesso di difficile comprensione gli stessi testi intonati dal singer Simone Pesatori), songwriting talora un po' sfilacciato ed incostante, uniti alla mancanza di melodie che sappiano davvero catturare l'attenzione nell'arco degli oltre quaranta minuti di musica composta, sono purtroppo fattori che limitano – e di molto – le ambizioni di un gruppo dalle sicure abilità e dal potenziale certamente cospicuo. Ma che diremmo non essere ancora del tutto espresso nonostante la lunga ed intensa militanza.

"Il Vento dei Pensieri" ed il "Canto della Fenice", le tracce più affascinanti, evocative e meglio riuscite tra le sei poste in essere nella confezione di questo "Anthemyiees", permettono, infatti, di apprezzare la preparazione qualitativamente robusta di una crew di musicisti cui non sono esperienza, carattere e doti strumentali a far difetto, quanto piuttosto, suoni più accettabili ed un songwriting di maggior spessore "emotivo". Che riesca cioè a rendersi davvero incisivo, regalando maggior calore ed atmosfere in grado di caratterizzare con forza un prodotto altrimenti onorevole, se osservato dal profilo squisitamente tecnico, ma poco avvincente in termini di pura e semplice capacità di veicolare suggestioni forti e durature. Il progetto Sintonia Distorta insomma, poggia su basi solide ed importanti: perizia strumentale, personalità, esperienza ed estro artistico nel miscelare influenze di differente estrazione. Elementi qualificati e certo di buon auspicio, che tuttavia non sembrano sufficienti nel rendere competitivo un prodotto per ora piuttosto anonimo e privo delle necessarie caratteristiche utili nel renderlo davvero appetibile e di "classe" superiore.