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"...Il disco è piacevole,scorre in fretta...ci mostra un heavy metal leggero con cenni di progressive rock...

...La sezione ritmica è precisa,le trame di chitarra sono ben fatte e il risultato finale è sicuramente buono..."

 

 I Sintonia Distorta, da Lodi, si presentano con una biografia che dimostra quanto siano umili, dove si dicono consapevoli di non essere dei mostri in fatto di tecnicismo e affermano di suonare solo per divertimento.

Questo per noi è un biglietto da visita ottimo e alla luce delle loro canzoni (che non sono male) ci fa apparire la band ancora più simpatica. La prima cosa che ci colpisce di "Anthemyiees" riguarda i testi in italiano, cosa del resto affine alla storia dei ragazzi, che hanno formato i Sintonia Distorta nel lontano 1995 e che anche nel precedente album "Spazi Sconfinati" avevano scelto la lingua madre.

Il disco è piacevole, scorre in fretta essendo composto solamente di sei pezzi e ci mostra un heavy metal leggero con cenni di progressive rock, sopratutto in virtù dell'uso delle tastiere di Giampiero Manenti. I brani non sono mai tirati ma scelgono di farsi apprezzare per la loro immediatezza e semplicità e per la buona prova vocale di Simone Pesatori. La sezione ritmica è precisa, le trame di chitarra sono ben fatte e il risultato finale è sicuramente buono. Va fatto notare però che ci sono anche le ombre, in particolare per qualche leggera amnesia in alcuni tratti di cantato un po' sottotono e in generale per una produzione non all'altezza, un po' troppo amatoriale. Un peccato, perchè analizzato nel complesso "Anthemyiees" poteva dare molto di più. I Sintonia Distorta possono ancora sorprenderci e li attendiamo di nuovo, perchè basta davvero poco di più per arrivare a dei bei traguardi.